Forlì

 

 

 

Borgo romano di incerta origine (Forum Livii), ricordato da Plinio tra i centri abitati della VIII regione augustea, fu saccheggiata da Alarico, che fece prigionieri duemila abitanti, poi rilasciati per intercessione di san Mercuriale, vescovo della città. Parte dell'esarcato di Ravenna, fu soggetta al dominio bizantino, poi per breve tempo ai Longobardi. Nell'VIII sec. con Liutprando avvenne la cessione al Patrimonium Petri, confermata poco dopo da Pipino. L'acquisizione dell'autonomia comunale portò con sé anche l'inizio delle discordie all'interno e con le città vicine. Ghibellina (vi risiedette all'inizio del XIII sec. un conte imperiale), si trovò circondata da comuni guelfi, tra cui Bologna, i quali dopo varie vicissitudini, con l'appoggio del cardinale legato Ottaviano degli Ubaldini, inviato da Innocenzo IV, occuparono Forlì. Dopo un periodo di relativa calma, la lotta fra le opposte fazioni si riaccese e in un aspro scontro (avvenuto al ponte di San Procolo nel 1275) i Forlivesi ebbero la meglio sulle forze guelfe; nel 1282, guidati da Guido da Montefeltro, di nuovo in lotta con Bologna e per la seconda volta vittoriosi, fecero strage dei soldati francesi che facevano parte delle truppe guelfe, dopo averli attirati in un tranello (avvenimento ricordato anche da Dante [Inf., XXVII, 43-44]). Forlì dovette poco dopo soccombere a Giovanni d'Appia (comandante dei Francesi sterminati e nominato generale dell'esercito pontificio da Martino IV) e le sue mura furono rase al suolo; si risollevò dal XIV sec. con la famiglia degli Ordelaffi che tenne la signoria della città sino al 1436 (quando Forlì fu ceduta a Francesco Sforza dal papa Niccolò V); poi dal 1438 al 1480 allorché subentrò il nipote di papa Sisto IV, Girolamo Riario, che, morto nel 1488, lasciò la città alla moglie Caterina Sforza. Conquistata nel gennaio 1500 da Cesare Borgia, dopo un assedio in cui fu fatta prigioniera la stessa Caterina, tornò nel 1504 in potere degli Ordelaffi per passare definitivamente, a opera di Giulio II, sotto il dominio della Chiesa di cui seguì le sorti. Parte della Repubblica Cisalpina (1797), fu capoluogo del dipartimento del Rubicone del Regno Italico. Tornata allo Stato Pontificio (1815), fu nel 1860 annessa al regno di Sardegna.

Da visitare:

  • La chiesa di san Mercuriale;
  • I palazzi Albicini, Guarini, Gaddi;
  • Il palazzo del Podestà (XV sec.);
  • Il palazzo Paulucci (XVII sec.);
  • La rocca di Ravaldino;
  • Il Museo archeologico;
  • Il Museo etnografico;
  • La Pinacoteca comunale.
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