Mirandola

 

 

 

In periodo longobardo Mirandola fece parte della corte di Quarantola e poi divenne feudo vassallo dell'abate di Nonantola che allora dominava tutta la bassa Modenese. Ceduta (XI sec.) in enfiteusi al duca e marchese di Toscana Bonifacio, da questi passò alla figlia Matilde di Canossa. Verso la fine del XII sec. si costituì in libero Comune, ma dovette continuamente subire i tentativi di conquista da parte di vari signori locali. L'impresa riuscì nel 1311 a Francesco Pico che in seguito, durante le lotte contro Rinaldo Bonacolsi signore di Mantova, fu imprigionato e fatto morire di fame coi suoi figli (1321). Verso la metà del XIV sec. l'imperatore Carlo IV staccò Mirandola dal comune di Reggio dichiarandola feudo imperiale e l'assegnò, con regolare investitura, alla famiglia Pico. I membri di questa, quando furono cacciati da Mirandola dalle truppe francesi di Gian Giacomo Trivulzio impegnate contro le forze della Lega santa, s'appoggiarono allo Stato Pontificio; il duca d'Urbino Francesco Maria Della Rovere e lo stesso papa Giulio II espugnarono la città, che ritornò poi ai legittimi signori (gennaio 1511). Da quel momento Mirandola fu sottoposta ininterrottamente ai Pico, che la tennero fino al 1596 col titolo di vicari imperiali, poi di principi (1596-1617) e di duchi, fino a quando l'ultimo duca, Francesco Maria, fu deposto dall'imperatore Giuseppe I d'Absburgo (1707). Successivamente venduta agli Estensi, la cittadina perse la sua autonomia seguendo poi le sorti del ducato di Modena.

Da visitare:

  • La reggia dei Pico;
  • La chiesa di San Francesco;
  • La collegiata del XV sec.;
  • La chiesa del Gesù;
  • Il municipio;
  • La Biblioteca comunale;
  • Il Museo civico.
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