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Tarquinia | ||||||
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Con il nome di Tarch(u)na, derivato da quello dell'eroe eponimo Tarconte, fu una delle più antiche città etrusche, se non la più antica, e la più importante della Dodecapoli. Collegata attraverso i due re Tarquini con le più antiche vicende di Roma, con la quale fu più volte in guerra, fu infine sottomessa all'inizio del III sec. a.C. (281 [?]). In epoca barbarica fu più volte devastata e si spopolò progressivamente, anche a causa della malaria, fino a scomparire del tutto forse nel VII sec. Gli abitanti superstiti, trasferitisi su un vicino colle, fondarono un nuovo centro denominato Corgnetum o Cornietum (da cui il nome italiano Corneto) che più tardi fu munito di fortificazioni e nel XIII sec., a difesa delle proprie istituzioni comunali, resistette validamente all'assedio dell'imperatore Federico II. Oppostasi anche alle mire della Chiesa, la città fu infine ridotta all'obbedienza dall'Albornoz (1355) e da quel momento, pur con talune interruzioni, rimase stabilmente allo Stato Pontificio condividendone le vicende. La sua diocesi, risalente al V sec., nel 1854 fu unita a quella di Civitavecchia. Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale divenne sede della scuola di paracadutismo. L'antico centro sorgeva su un'altura, corrispondente all'attuale Pian di Civita; scarsi i resti dell'abitato, di cui sono visibili solo gli imponenti avanzi di un tempio, oggi detto Ara della Regina (44 × 25 m), databile al IV -III sec. a.C.; Un elemento di eccezionale interesse archeologico è costituito dalle vaste necropoli che racchiudono un grande numero di tombe a tumulo e scavate nella roccia, nelle quali appare conservata una straordinaria serie di dipinti, che rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana. La città conserva, soprattutto nei quartieri settentrionali, un marcato carattere medievale, accentuato dalle numerose torri dalle mura e da parecchie chiese. Da Visitare:
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