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Jesi | ||||||
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Jesi consta di un nucleo monumentale e antico, di aspetto in parte medievale, e di vaste zone moderne. Conserva le mura trecentesche, erette su ruderi romani, con porte, torri e cortine. Di probabile fondazione umbra Aesis fu importante colonia romana (247 a.C.). Distrutta dai Goti, poi dai Longobardi e quindi ricostruita, diventò possedimento ecclesiastico in seguito alla donazione di Pipino (1756). Costituitasi in Comune nel XIIsec., fiorì con gli Svevi. Luogo natale di Federico II (1194), fu teatro di lotte tra guelfi e ghibellini. Dopo la sconfitta di Manfredi (1266), che segnò la caduta dei ghibellini, passò dalla parte della Chiesa. Retta poi dalle signorie dei Balignani e dei Simonetti, fu in lotta con le vicine città di Fabriano, Matelica, Sanseverino e Ancona. Riportata sotto la diretta giurisdizione ecclesiastica dal cardinale Albornoz (1355), passò successivamente sotto il dominio di Braccio da Montone, dei Malatesta e di Francesco Sforza, e dal 1447 al 1860 fu sotto la diretta soggezione della Chiesa con brevi interruzioni durante l'invasione francese (1796-1797), l'impero napoleonico e i moti dell'Italia centrale del 1831. I ritrovamenti archeologici documentano l'abitazione del territorio di Jesi fin da epoca preistorica. Della città romana, a cui poi si sovrappose quella medievale, non è possibile riconoscere che il tracciato urbanistico con cardine e decumano, all'incrocio dei quali era il foro, corrispondente all'odierna piazza Federico II. Da visitare:
Nei dintorni
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