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Parco Naturale dei Monti Sibillini | ||||||
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Il gruppo montuoso dei monti Sibillini è limitato a nord dal passo delle Fornaci (815 m) e a sud dalla forca Canapine (1.541 m); costituisce lo spartiacque tra il versante adriatico (fiumi Aso e Tenna) e quello tirrenico (fiume Nera [Tevere]). Culmina nel monte Vettore a 2.478 m d'alt. Il gruppo è costituito da calcari e marne; frequenti i fenomeni carsici (piani di Castelluccio) e le tracce dell'erosione glaciale rappresentate da circhi e depositi morenici (lago di Pilato). Un territorio dove la magia della natura, la storia e la cultura locale hanno contribuito a definire una realtà unica ed irripetibile. E' qui, nel regno della mitica Sibilla che nel 1993 è nato il Parco Nazionale Monti Sibillini (oltre 70.000 ha) con lo scopo di salvaguardare l'ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e favorire la fruizione ad ogni categoria di persone sì da creare un "Parco per tutti". Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza biologica che, unitamente al fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati a guisa di corona alle falde del gruppo montuoso, hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo dove il tempo sembra, ancora oggi, essersi fermato per rendere omaggio a una realtà di così straordinaria bellezza. Il nome della catena deriva dal celebre Monte Sibilla che nasconde presso la vetta, e sopra una curiosa corona di rocce, l'altrettanto famosa grotta oggetto e causa di moltissime leggende.Qui si trovava, secondo la tradizione popolare, il paradiso della Sibilla appenninica, mitica figura arricchitasi nel tempo di sempre nuovi attributi, desunti dai diversi culti che man mano si sono succeduti.Maga e profetessa, lussuriosa e peccatrice, la leggenda la vuole sospesa tra divinazione ed erotismo, responsi ed orge.Incantatrice, oracolo, molti sono i nomi e le qualità che riunisce e fonde grazie a quel sincretismo proprio dell'età medioevale e della mentalità popolare. identificata da alcuni con la Sibilla cumana, da altri con quella cimneria, fatta risalire da alcuni al culto di Cibele da altri a quello di Venere, da altri ancora ai culti animistici e poi all'etrusca dea Nortia, la questione si presenta complessa, le fonti molteplici e discordi. Ritrovamenti, iscrizioni, studi eziologici sembrano sostenere più di una teoria e convalidare le ipotesi di diversi studiosi.Ma ciò che è fuori di dubbio è che da sempre le montagne sono considerate la residenza delle divinità e valgano da esempio il Monte Ida e l'Olimpo in Grecia, ed anche qui gli antichi abitanti localizzarono i propri Numi sulle vette, ove poi nel tempo vennero assumendo diverse caratteristiche a seconda dei tempi e delle dominazioni |
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