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Recanati | ||||||
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Durante la guerra gotica fu assediata e conquistata da Teia al quale fu ripresa dal bizantino Narsete (553). Passata ai Longobardi e da questi ai Franchi, nell'VIII sec. entrò a far parte stabilmente dei domini della Chiesa fino al XIX sec. In epoca comunale fu a lungo in contrasto con la vicina Osimo con cui si conciliò solo durante il pontificato di Innocenzo III grazie all'opera di pacificazione del legato cardinale Giovanni di San Paolo (pace di Polverigi, 1203). Recanati ottenne esenzioni tributarie dall'imperatore Federico II e dal papa Gregorio IX che la elevò al rango di città e di sede di diocesi. Le lotte svevo-angioine videro Recanati schierata con Manfredi; per questo nel 1263 Urbano IV le tolse il titolo di città e la sottopose alla giurisdizione vescovile di Umana (od. Numana). Dopo la definitiva vittoria delle forze papali e angioine a Benevento (1266), i fuorusciti guelfi poterono rientrare in Recanati cui Niccolò IV restituì il titolo di città e la cattedra vescovile. Riarsero le lotte intestine cui temporaneamente rimediò il cardinale Napoleone Orsini (1299), ma nel 1320, durante la cattività avignonese, la parte ghibellina cacciò tutte le famiglie guelfe. Nonostante l'interdetto fulminato da Giovanni XXII che abolì l'episcopato, solo nel 1328 prevalsero i guelfi, ma sempre in lotta con i ghibellini (1338, 1342). Nel 1357 infine l'Albornoz restituì a Recanati la cattedra vescovile unendola però a quella di Macerata e stabilendo che il vescovo dovesse denominarsi di Macerata e Recanati. Dopo aver abdicato durante il concilio di Costanza (1415), Gregorio XII vi si stabilì sino alla morte. Alla sede episcopale recanatese nel 1507, per decisione di Giulio II, venne tolta la giurisdizione del santuario di Loreto posto alle dirette dipendenze della Santa Sede; il lungo contrasto tra Recanati e Loreto venne risolto solo nel 1592 quando le due cattedre episcopali vennero unite e si prescrisse che il vescovo risiedesse alternativamente nelle due città. Dal XVII sec. Recanati decadde e seguì le vicende dello Stato Pontificio. Recanati è famosa come patria di Giacomo Leopardi, di cui conserva numerosi ricordi, sia nel palazzo di famiglia, sia nei luoghi, e di Beniamino Gigli, al quale è dedicato un piccolo museo. Da visitare:
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