Fano

 

 

 

Chiamata dai Romani Fanum Fortunae(Santuario della [dea] Fortuna), è menzionata per la prima volta nel 49 a.C. da Cesare, che la occupò dopo aver varcato il Rubicone. Cresciuta d'importanza come via di comunicazione tra la valle del Tevere e la costiera adriatica, al tempo di Augusto ricevette una colonia di veterani onde assunse il nome di Colonia Iulia Fanum Fortunae o di Colonia Iulia Fanestris e, più tardi, verso la fine del IV sec., di Colonia Flavia Fanestris. Nell'alto medioevo, la città (detta Urbs iuris in quanto centro dell'annona, almeno dal IX sec.) fu a capo della Pentapoli marittima; vi si alternarono i nuovi popoli barbarici (Goti, che la distrussero nel 538, Longobardi [secc. VI-VIII], Franchi [secc. VIII -IX]). A Ottone III (Xsec.) risale l'atto di donazione che incorporava Fano nel patrimonio pontificio. Iniziatosi il reggimento comunale (XIsec.), ci fu un patto coi Veneziani (1141) che garantì a Fano contro le altre città del litorale libertà di commercio nell'Adriatico. Nel XIII sec. brevemente cadde in potere degli Este, poi vi si alternarono i Del Cassero e i Carignano, finché sulle fazioni, ma senza eliminarle, primeggiarono come vicari pontifici i Malatesta, della cui tirannica crudeltà è un'eco anche in Dante (Inf., XXVIII, 76 sgg.; Purg., v, 71 sgg.). Quando l'Albornoz radunò a Fano il "parlamento della Marca" (1357), oltre a emanare le Costituzioni egidiane fanesi (Constitutiones aegidianae), ristabilì i Malatesta che durarono fino al 1463, anno in cui Federico da Montefeltro espugnò Fano per papa Pio II; successivamente la città decadde per le lotte tra le diverse fazioni nobiliari e anche per le incursioni turche prima (1487), barbaresche poi (secc. XVII-XVIII). In epoca napoleonica Fano fece parte del dipartimento del Metauro, e durante il Risorgimento vi furono insurrezioni, governi provvisori e repressioni fino all'annessione al regno d'Italia (1860). Intorno al centro storico, di cui è tuttora evidente la pianta romana, si allarga la cinta medievale, ampliata sotto i Malatesta, attorno alla quale si estendono i quartieri residenziali e industriali e, sulla costa, le zone balneari.

Da visitare:

  • I tratti delle mura augustee;
  • L'arco di Augusto (anno 2 d.C.);
  • Le cinquecentesche logge di San Michele;
  • Il Palazzo Malatestiano, con la corte (bella loggia del Sansovino);
  • Il Museo civico (pinacoteca; raccolta numismatica);
  • I bastioni del Nuti e di Luca da Sangallo;
  • La Rocca Malatestiana (1438-1452), ora adibita a carcere;
  • Il palazzo della Ragione, romanico-gotico (1299);
  • Il teatro della Fortuna (XIX sec., restaurato);
  • Il duomo, romanico (XII sec., rimaneggiato più volte)
  • La basilica di San Paterniano (1547), con campanile di Jacopo Sansovino (ricostruito);
  • La trecentesca chiesa romanico-gotica di San Domenico (rimaneggiata; nell'interno, un pregevole San Tommaso d'Aquino di Palma il Giovane);
  • Le chiese di Sant'Agostino (secc. XIII -XIV, più volte rimaneggiata e restaurata) e di Santa Maria Nuova (XVI sec., restaurata), in cui sono conservate tavole del Perugino e di G. Santi;
  • I bei palazzi signorili: Castracane (affreschi rinascimentali), Martinozzi, attribuito al Sansovino (1564), Montevecchio (XVIII sec.);
  • Della semidistrutta chiesa di San Francesco non rimane che parte della facciata, sotto il cui portico anteriore si trovano le Arche Malatestiane, monumenti tombali del XV sec.;
  • Ricchissima è la Biblioteca comunale federiciana;
  • La tradizionale festa annuale del carnevale dell'Adriatico, con sfilata di carri allegorici.

Nei Dintorni:

  • L'eremo camaldolese di monte Giove (a 7 Km) la cui chiesa settecentesca (S.Salvatore) conserva statue di Paolo Sarpi.
  • La piccola stazione termale di Fonti di Carignano (10 Km) con quattro sorgenti di acque salso-bromoiodiche utile per la cura dei disturbi intestinali, epatici, ginecologici e dell'apparato respiratorio.
home page | contatti | eventi | segnala | cartina | stampa