L'Eremo e il Monastero di Camaldoli

 

 

 

Sul crinale dell’Appennino che segna il confine tra la Toscana e l’Emilia Romagna, nella splendida area boschiva del casentinese di straordinario interesse naturalistico, sorge questo luogo di pace spirituale ove soggiornarono uomini illustri come Lorenzo il Magnifico e Leon Battista Alberti. L'eremo con la sua caratteristica è una delle realtà più vive del monachesimo italiano. San Romualdo giunse in questo luogo nel 1012 con alcuni discepoli e qui costruì le prime 5 celle ed una piccola cappella. Il monastero cinquecentesco è caratterizzato da linee molto sobrie ed è raccolto intorno ad un chiostro con soli due ordini di archi a tutto sesto. Tra gli alti abeti silenziosi che lo circondano qualche chilometro più in alto del Monastero è posto l'eremo che abbina la vita comunitaria a quella eremitica vera e propria facendo si che i monaci vivano una vita in perfetto equilibrio fra la solitudine e la comunità. E' invece visitabile la nuda cella di San Romualdo che contrasta con la Chiesa in stile barocco napoleto, dove sono conservate pregevoli opere d'arte antiche e moderne. Il complesso religioso dei frati camaldolesi oggi è composto da 20 celle, abitate dagli eremiti e non visitabili, e dalla chiesa del Salvatore cinta da mura.

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