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Grosseto | ||||||
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Ricordata come castello all'inizio del IX sec., Grossto, andò acquistando importanza dopo la distruzione da parte dei Saraceni della vicina Roselle (935), e soprattutto dopo che fu infeudata (XI sec.) agli Aldobrandeschi, che vi posero la loro corte e le concessero più tardi larghe autonomie. Divenuta sede vescovile nel 1138 a opera di Innocenzo II, crebbe di importanza anche per la sua funzione di centro commerciale sulla via maremmana, divenendo così oggetto delle mire espansioniste di Siena, che la conquistò una prima volta nel 1224. Favorevole a Federico II, Grosseto fu sede a più riprese, tra il 1242 e il 1245, del vicario imperiale di Toscana, ma fu riconquistata nel 1259 dai Senesi, che vi consolidarono definitivamente il loro dominio nel 1336, con l'espulsione di Vanni degli Abati. Piazza francese nella guerra di Siena, nel 1559 passò a Cosimo I de' Medici; i Medici la dotarono della cinta esagonale e avviarono tentativi di bonifica delle circostanti paludi maremmane il cui insuccesso contribuì a determinare, nel 1600 e nella prima metà del 1700, la decadenza e lo spopolamento della città. Pietro Leopoldo avviò nuovamente la bonifica della Maremma e diede nuovo impulso alla vita di Grosseto facendone un capoluogo di provincia, ponendo così le premesse della ripresa che caratterizzò la città nell'ottocento prima e soprattutto dopo la formazione dell'unità italiana, quando il problema della bonifica della zona ebbe la sua definitiva soluzione. Grosseto ebbe a subire danni rilevanti nel corso del secondo conflitto mondiale per i bombardamenti aerei alleati del 1943- 1944. La città è urbanisticamente interessante per le mura bastionate costruite, sulla più antica cerchia degli Aldobrandeschi, dall'urbinate Baldassare Lanci, architetto e ingegnere militare dei Medici (nel XIX sec. spalti e baluardi furono trasformati in viali alberati e giardini). Coi fianchi provvisti di musone, brevi cortine e ampi baluardi, la fortezza medicea di Grosseto è importante per la sua forma esagonale regolare, forma che, da questo momento (settimo decennio del XVI sec.), prevarrà su quella pentagona, cara ai grandi architetti militari del Rinascimento. Entro le mura bastionate sono gli edifici monumentali più antichi della città, sovrastati dal solenne duomo, romanico, ricostruito in forme gotiche dal senese Sozzo di Rustichino (1294) e più volte rimaneggiato nei secoli: a parte la nobiltà dell'impianto, sono soprattutto notevoli per grazia ornamentale di tipico gusto senese le bifore e il portale del fianco destro, opera di Sozzo, e le decorazioni scultoree originarie superstiti all'interno, dove si conserva anche un notevole dipinto di Matteo di Giovanni. Altre chiese significative sono quella di San Francesco (restaurata nel 1903), a navata unica, con soffitto a travature scoperte, e quella di San Pietro (abside romanica). Importante è il Museo diocesano di arte sacra, che ha la sua attuale sede in un edificio della piazzetta del Campanile e raccoglie dipinti in gran parte di scuola senese (Guido da Siena, Ugolino di Nerio, Segna di Bonaventura, Sassetta, Neroccio Landi, Sano di Pietro), parati sacri, avori, corali miniati. Da visitare:
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