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L'Isola d'Elba | ||||||
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La maggiore isola dell'arcipelago toscano e la terza per superficie fra le isole italiane. Ha coste frastagliate ed è prevalentemente montuosa.L'isola sè naturalmente divisa in tre parti: la parte orientale, che culmina nella Cima del Monte (516 m), quella centrale formata da colline che si riannodano al monte Orello (377 m) e quella occidentale occupata tutta dalla massa del monte Capanne (1.019 m), il più elevato dell'isola. Tra le attività economiche, oltre all'estrazione dei minerali, hanno importanza l'agricoltura, e in particolare la viticoltura, che alimenta una pregiata produzione di vini, la pesca e l'industria turistica: quest'ultima è divenuta particolarmente importante nel dopoguerra, a partire dal 1955-1960. L'isola fu abitata fin dai tempi preistorici, come attestano vari reperti trovati però in superficie e attribuibili al paleolitico medio e superiore. Fu dai Greci chiamata Aithalía, dalla fuliggine (áithalos) che ricopriva gli artigiani che lavoravano il ferro, e dai Romani invece col nome ligure originario di Ilva, da cui derivò pure il nome degli abitanti (Ilvates). Colonizzata forse dai Focesi nel VI sec. a.C., fu poi conquistata dagli Etruschi di Populonia, che sfruttarono attivamente i giacimenti di ferro, lavorandolo in parte sul posto, ma soprattutto a Populonia. Conquistata dai Siracusani intorno al 453 a.C., venne poi in possesso dei Romani, che vi fondarono alcune colonie (Fabricia, Caput Liberum, Valeria). Nel VI sec. fuggendo l'invasione longobarda vi trovò rifugio Cerbonio, vescovo di Massa Marittima; poi dalla Tuscia i Longobardi estesero la loro sovranità anche sull'Elba. Tra l'XI e il XIV sec. la dominò Pisa, pur dovendo lottare a più riprese contro Genova, che l'occupò nel 1290 riperdendola però l'anno seguente. Quando, nel 1399, Gherardo Leonardo Appiani vendette Pisa a Gian Galeazzo Visconti si riservò con altre isole l'Elba che entrò a far parte della signoria, successivamente principato (dal 1594), di Piombino. L'isola respinse attacchi dei Genovesi (1441) e degli Aragonesi di Napoli (1448); nel 1501 fu temporaneamente occupata da Cesare Borgia. Tornarono gli Appiani e nel XVI sec. questi ultimi si alternarono nel possesso dell'Elba con Cosimo I de' Medici, che si tenne infine solo Portoferraio (1557). Nel 1596 si stabilì sull'isola una guarnigione di Spagnoli e il castello di Porto Longone entrò a far parte dello Stato dei Presidi; dal 1624 al 1626 tutto il principato fu sotto la Spagna per una questione di successione della famiglia Appiani. Durante l'ultima fase della guerra dei Trent'anni, tra l'ottobre 1646 e il 1650 si ebbe un'occupazione francese. Seguì l'occupazione austriaca (1707) durante la guerra di Successione spagnola. Infine la sovranità sulla parte spagnola dell'isola e sul principato di Piombino (in cui agli Appiani succedettero i Ludovisi [1634-1733] e i Boncompagni [1733-1801]) passò, dal 1735 e poi per il trattato di Vienna (1738), al regno di Napoli. Questo condominio sull'Elba tra Piombino, Napoli e Toscana cessò alla fine del XVIII sec.: occupata con alcuni sbarchi dagli Inglesi (1796 e 1801) e più stabilmente dai Francesi, venne poi annessa alla Francia (pace di Amiens, 1802). Nel 1805 l'isola fu da Napoleone assegnata con Piombino alla sorella Elisa Baciocchi. Le vicende successive sono comuni all'isola e alla Toscana (cui fu riunita dopo il congresso di Vienna [1815]), eccetto per il periodo dal 3 maggio 1814 al 26 febbraio 1815, in cui ne fu sovrano lo spodestato imperatore francese; in quei pochi mesi Napoleone ebbe il tempo di occuparsi anche dei problemi amministrativi e viabilistici dell'isola. Durante la seconda guerra mondiale l'Elba fu temporaneamente occupata (1944) da truppe francesi gaulliste. |
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