Le sorgenti del Clitunno, prima di incanalarsi nel piccolo fiume, si
allargano in un laghetto la cui sistemazione, graziosamente scenografica,
dobbiamo alla cura del conte Paolo Campello. "Io feci togliere molta
terra - scrive - affinché quello che allora dicevamo "pozzo piano" si
potesse praticare con battello. Fatte indietreggiare le ripe, prese
l'aspetto di lago dal più limpido fondo che si direbbe di zaffiri e
lapislazzuli". Questo avveniva nel 1852. Anticamente le acque erano
molto più abbondanti ed il fiume più grande: l'imperatore Caligola poteva
risalirne la corrente con i battelli quando veniva ad interrogare i
celebrati oracoli del Clitunno, dio del fiume. Sulle sponde di questo
sorgevano allora un tempietto ed altri sacelli, ville e terme sontuose,
dove annualmente si svolgevano feste religiose con gare, rappresentazioni
sceniche e combattimenti di gladiatori. Virgilio e Properzio cantarono
le qualità soprannaturali di queste acque, che facevano bianchi come
neve i buoi che in esse si bagnavano prima di essere immolati. Ma la
descrizione più viva del luogo l'abbiamo da Plinio il Giovane nella
sua lettera famosa. Nei tempi mederni le Fonti del Clitunno furono ritratte
da Corot e cantate da Byron e Carducci.
Percorsi consigliati:
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Il Tempietto: anche oggi, come ai tempi di Plinio,
sulla sponda del Clitunno si innalza un tempietto di preziosa fattura.
Non è chiaramente dimostrata la data della costruzione che gli storici
fanno risalire in un periodo fra il IV ed il VII Sec. d. C.
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La chiesetta di San Sebastiano fu eretta dalla comunità
di Campello Alto nel XVI sec. come voto per lo scampato pericolo della
peste che in quel luogo miracolosamente si arrestò. L'interno coperto
a Botte conserva nella parete di fondo e nelle due laterali pitture
di scuola locale del '500. Un importante ritrovamento è avvenuto durante
i restauri del 1997: un piccolo altare interamente affrescato con
pitture coeve e della stessa scuola degli altri affreschi, raffiguranti
il martirio di San Sebastiano.
Escursioni Consigliate:
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Il Castello di Pissignano: con le sue alte torri e
il borgo medievale, il castello si erge sul Colle di San Benedetto,
sovrastante il tempio. Fu costruito intorno all'anno 1000 dal barone
tedesco Sancio e sono tutt'ora evidenti le sue strutture originarie.
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Il Castello di Campello Alto: ebbe il nome da un cavaliere
di Borgogna. Del Castello oggi è possibile ammirare i resti solidi
ed eleganti dei vari torrioni. L'unica porta di ingresso si presenta
ancora nella sua maschia rudezza e coronata di merli.
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Il Castello dell'Acera: di antica origine, fu riedificato
nel 1226 dal Comune di Spoleto affinché vi trovassero albergo le famiglie
disperse di Acera e di Spina.Conserva ancora intatto il suo tessuto
urbano medievale, con l'alta torre che domina l'abitato, alcuni palazzetti
del XIV-XVI-XVII secolo, gli angusti vicoli a selciato e le due belle
chiese.
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